Dunning-Kruger

è il nome dato all’effetto descritto dagli psicologi Justin Kruger e David Dunning e che cerca di spiegare la discrepanza tra percezioni e reale qualità delle proprie prestazioni in un compito.

 

L’Effetto dunning kruger è una distorsione cognitiva che porta gli individui a sopravvalutare le proprie abilità o le proprie conoscenze in merito ad un argomento o a un ambito specifico auto-considerandosi esperti, particolarmente dotati, mentre in realtà, la loro competenza è moderata o perfino scarsa.

cos’è l’effetto Dunning-Kruger?

 

L’effetto in questione prende il nome dagli psicologici Justin Kruger e David Dunning che nel 1999, allora ricercatori all’Università di Cornell, hanno pubblicato uno studio in cui approfondivano il fenomeno cognitivo che portava individui inesperti in un dato ambito sociale o intellettuale a credere di essere particolarmente competenti o dotati in quel campo.

 

Gli autori hanno studiato «in che modo la difficoltà nel riconoscere la propria incompetenza» li portasse a fare delle auto-valutazioni gonfiate” e molto superiori alle loro reali conoscenze o abilità. Infatti, «le persone incompetenti  non solo giungono a delle conclusioni sbagliate e compiono delle scelte sfortunate, ma la loro incompetenza li priva anche dell’abilità di rendersene conto».

 

Il neurologo Steven Novella sottolinea che l’effetto Dunning Kruger si applica «non soltanto a “persone incompetenti” ma a tutte le persone, relativamente a qualsiasi ambito di conoscenza». La distorsione cognitiva in questione si può verificare dunque non soltanto a livello di “incompetenza” ma anche nei casi in cui un individuo con competenze nella media o leggermente al di sopra di essa sopravvaluti le proprie capacità.

conseguenze e implicazioni pratiche

 

Gli psicologi Dunning e Kruger fanno riferimento al «deficit nelle abilità metacognitive» che potrebbe contribuire a spiegare la tendenza a produrre delle autovalutazioni gonfiate. In altre parole, gli individui possono non essere consapevoli della propria bassa esperienza in un dato ambito perché non hanno una grado di conoscenza sufficientemente rilevante per valutare le proprie abilità in maniera accurata. Questo perché, sostengono gli autori, le «abilità che generano competenza in un dato campo sono spesso le stesse abilità richieste per poter valutare [in maniera accurata] la [propria] competenza [e quella altrui] nello stesso ambito».

 

In un ambito specifico, qualsiasi persona può, nel corso della vita, essere condizionata da questa forma di distorsione cognitiva, in misura maggiore o minore. La “buona notizia” è che, come emerge dai test condotti da Kruger e Dunning, quando migliorano le abilità e quando aumentano le skill metacognitive, dovrebbe aumentare anche la capacità di riconoscere i propri limiti.

 

In un articolo pubblicato ad agosto 2018, Motta, Callaghan e Sylvester spiegano come quest’effetto possa avere un impatto rilevante sul giudizio degli individui in svariati ambiti e, nello specifico, in quello della salute. Nello studio, gli autori hanno dimostrato come persone che sostenevano idee no-vax fossero più propense a credere di saperne quanto esperti o medici, mentre in realtà il loro grado di conoscenza era estremamente ridotto.

 

L’effetto in questione può avere un impatto negativo in ambito lavorativo e nel rapporto tra dipendenti. Individui che dimostrano di essere particolarmente propensi a questa distorsione avrebbero difficoltà a svolgere lavoro di squadra e, in generale, nel rapporto con colleghi e superiori: credendo di essere particolarmente competenti nello svolgere i compiti richiesti, queste persone potrebbero essere poco propense a imparare o ad accettare i consigli o i rimproveri. Se invece si fa riferimento a un dirigente o a un individuo in una posizione di leadership, la situazione può diventare ancora più difficile da gestire, potendo incidere significativamente sulla produttività e sul successo aziendale.